
Un temporale autorigenerante ha scaricato
La stazione di Monterosso ha smesso di funzionare durante l'evento, prima del guasto ha registrato
Il 25 Ottobre 2011 è un giorno che Monterosso non dimenticherà mai.
La pioggia torrenziale e continua è iniziata nella mattinata. Un muro d’acqua impenetrabile anche quasi alla vista annullava il contorno del Promontorio del Mesco, confine visivo di tutte le Cinque Terre, ma nonostante l’incredibilità del rovescio nessuno immaginava la tragica evoluzione dei fatti.
Dopo circa cinque ore di pioggia incessante la via principale del paese, Via Roma, ha iniziato a colorarsi di riflessi terrosi preoccupanti. I volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile, reduci dal repentino sgombro delle strutture scolastiche, hanno iniziato a rimuovere le grate delle tombinature della strada.
Tale operazione e’ risultata insufficiente al defluire della quantità d’acqua piovana e da quel momento si è compreso che purtroppo si era di fronte ad una vera e propria alluvione. Instancabilmente e velocemente i volontari di Protezione Civile si sono prodigati per evacuare bar e ristoranti dai cittadini e turisti che data l’ora di pranzo nei locali si trovavano. Aumentava di minuto in minuto la forza dell’acqua: la strada è diventata un fiume in piena in un crescendo d’intensità e portata. Frastuono, confusione, incredulità e profonda paura di fronte alla repentinità e alla dimensione catastrofica dell’evento calamitoso.
Nella giornata del 25 ottobre
Le ore successive sono state d’ansia per la conta delle persone disperse.
Il volontario Sandro Usai ha perso la vita durante le operazioni di messa in sicurezza di altre persone. Il risveglio del paese nella mattina del 26 è stato in un silenzio surreale: la portata della distruzione veniva osservata con stupore che non lasciava parole, solo sgomento e senso d’impotenza.
Ma la reazione orgogliosa c’è stata e con i primi aiuti di forze armate e di volontari il paese si è scosso e freneticamente è iniziata la lotta contro il fango e contro il tempo.